La calunnia è un venticello: storie di microchip fantasma e loschi traffici presunti
L’Associazione Canili Lazio Onlus sta per depositare querela contro chi ha dato il via sul web a una serie di episodi diffamatori che ne danneggiano l’immagine e culminano talvolta in gravi ingiurie.
Come scriveva Rossini “La calunnia è un venticello…” che lentamente scorre stordendo e gonfiando i cervelli così che da sussurro malevolo diventa schiamazzo.
Proprio questo sta succedendo dopo che una signora, calatasi nelle vesti di strampalato Sherlock Holmes, ha preso spunto dalla particolarissima vicenda di un cane di nome Poeta, adottato tramite la ns. associazione, per ricamarci sopra sul web interpretando liberamente alcuni aspetti burocratici che non capiva (e che pure le erano stati spiegati) fino a trasformare il cane – mai espatriato – nell’ipotetica vittima di fantomatici traffici di cani all’estero con microchip non registrati e su cui le associazioni animaliste lucrerebbero. Non solo, ma ripreso il delirante articolo della signora da un sito di cacciatori (che notoriamente non sono amici di chi tutela gli animali), il venticello è montato e la ns. associazione avrebbe guadagnato fior di quattrini cedendo il cane pi๠volte, oltre che sui loschi traffici all’estero mai avvenuti… Riportato poi l’articolo dei cacciatori su un forum da un gruppo di animalisti (che a volte sembra non vedano l’ora di azzannarsi tra loro dimenticando di valutare l’attendibilità di certe fonti), l’Associazione Canili Lazio diventa persino meritevole dell’epiteto di ladri e altre ingiurie gratuite.
Ma la realtà è che nessuna delle accuse ha fondamento, per quanto presentata con spreco di scansioni e schermate di computer: la ns. associazione non ha mai ricevuto un centesimo per quel cane (e nessuno ha dimostrato il contrario nà© potrebbe farlo, visto che il fatto non esiste), anzi lo ha portato al nord a proprie spese; il cane non è mai espatriato ed è sempre rimasto vicino alla signora che lo ha adottato, come lei ben sa; l’Associazione ha dichiarato alle competenti autorità il trasferimento di proprietà del cane a quella signora e non ha mai ceduto il cane pi๠volte come viene inopinatamente affermato, tanto meno per denaro (le nostre adozioni sono gratuite, come gli affidatari ben sanno); e non era assolutamente competenza dell’Associazione registrare il microchip di quel cane che è stato nella sua disponibilità solo poche ore - il tempo del viaggio - bensì della Asl, pi๠volte sollecitata dall’Associazione stessa a risolvere la situazione burocratica dei cani sequestrati e poi adottati, alcuni con microchip non registrato dalla Asl. Tutto questo l’Associazione lo ha detto e scritto con maggiori dettagli alla signora che però – vedendo cadere in un soffio il suo castello di carte, sgonfiarsi il bel teorema delle associazioni animaliste truffaldine che esportano cani per denaro e fallire la sua nuova missione di “detective” - s’è ben guardata dal rettificare, permettendo quindi al venticello della calunnia di montare fino a diventare schiamazzo sul web. Grazie agli stolti che non verificano le fonti e, avendo scopi diversi, godono di poter gettare fango sulla reputazione delle associazioni che hanno ancora come unico obiettivo la tutela degli animali indifesi. Stupefacente l’alleanza in questo tra cacciatori e certi animalisti.
L’Associazione Canili Lazio Onlus, che non cita i nomi di costoro per non dare pubblicità a chi diffama, è in grado di dimostrare con grande semplicità l’infondatezza delle accuse e sporgerà pertanto querela chiedendo il risarcimento dei danni alla propria immagine sia alla signora in questione che a chi si è reso complice della diffamazione. Ci si augura così che i diffamatori possano acquisire in un’aula di Tribunale almeno quel senso della realtà che suggerirebbe di verificare i fatti e l’attendibilità delle fonti, prima di far montare la calunnia. Il senso etico, purtroppo, non si acquisisce altrettanto facilmente e per quello temiamo non ci sia speranza.
Pubblicato il 27 novembre 2009 in Ultime notizie.










