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In questa pagina riportiamo gli articoli apparsi sui quotidiani e i periodici (nazionali e locali) che parlano del “business” dei canili e dell’attività dell’Associazione Canili Lazio.

Uomo morde cane di Manuela Campitelli

Copertina Carta “I BASTARDI STANNO FUORI”. Il pensiero, da quel giorno, è sempre lo stesso da quando, stretti dentro la macchina, percorriamo a ritroso la strada che da Arpino ci ha condotti al canile di via Vagni, in provincia di Frosinone. Un viale tra gli ulivi, a tratti sterrato, immerso nella Ciociaria rurale che attraversa un angolo di paradiso quasi incontaminato. I campi sono deserti, solo qualche contadino sul trattore di tanto in tanto spezza il silenzio. Ci salutano, forse perché siamo dei perfetti estranei. Il cielo è terso e l’aria profuma di buono, di familiare e di casalingo. Sarebbe bello fermarsi a pranzo. Invece, ecco in lontananza lo scheletro del canile di Arpino e poco dopo la fame lascerà il posto alla nausea. Sono le 12 in punto quando arriviamo all’ingresso. La struttura è simile a un capannone industriale: fredda, metallica, un pugno all’armonia del paesaggio.
Dal piazzale davanti al canile, gestito dalla ditta Iafrate Mara, i cani non si vedono ma si sentono. Cosa voglia dire «i bastardi stanno fuori» lo capiamo subito, quando vediamo Sad, un lupacchiotto magrissimo, quasi scheletrico, fulvo dal pelo corto e triste come il nome che porta. Sad, che in inglese significa «triste», sopravvive, come altri 460 cani, in un box coperto solo per metà. (continua a leggere, formato PDF 440KB)

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