Elenco degli articoli della categoria 'Ultime notizie'
Direttiva regionale 43/2010 largamente inapplicata nel Lazio
Pubblicato il: 21 dicembre 2011
Ad oltre un anno e mezzo dalla sua entrata in vigore nel Lazio, la Direttiva regionale 43/2010 rimane largamente inapplicata: continuano i trasferimenti dei randagi fuori regione, la cui irregolarità è stata più volte segnalata da ACL Onlus, e si assiste a un palleggiamento di responsabilità tra Asl e Comuni per quanto riguarda la somministrazione di cure urgenti ai cani accalappiati e per le sterilizzazioni, determinando un aggravarsi del fenomeno del randagismo.
La Direttiva – alla cui elaborazione l’Associazione Canili Lazio Onlus ha partecipato nell’ambito dell’Osservatorio regionale sul randagismo – chiariva alcuni dubbi interpretativi della L.R. 34/97 stabilendo tra l’altro l’obbligo per i Comuni privi di canile municipale di scegliere i canili privati con cui convenzionarsi non sulla base di basse tariffe, ma soprattutto delle garanzie di rispetto del benessere animale offerte dal gestore, privilegiando le strutture vicine al loro territorio e dove operassero per le adozioni associazioni di volontariato iscritte all'Albo regionale. Molti Comuni laziali, invece, continuano a fare orecchio da mercante, mantenendo le vecchie convenzioni o addirittura stipulandone di nuove in violazione della D.G.R. 43/2010 e inviando i randagi fuori regione presso strutture prive di volontari: che a segnare la fine del mantenimento del cane da parte dell'Amministrazione sia una morte di stenti piuttosto che un'adozione sembra non avere per i sindaci alcuna importanza.
Ad oltre un anno e mezzo dalla sua entrata in vigore nel Lazio, la Direttiva regionale 43/2010 rimane largamente inapplicata: continuano i trasferimenti dei randagi fuori regione, la cui irregolarità è stata più volte segnalata da ACL Onlus, e si assiste a un palleggiamento di responsabilità tra Asl e Comuni per quanto riguarda la somministrazione di cure urgenti ai cani accalappiati e per le sterilizzazioni, determinando un aggravarsi del fenomeno del randagismo.
La Direttiva – alla cui elaborazione l’Associazione Canili Lazio Onlus ha partecipato nell’ambito dell’Osservatorio regionale sul randagismo – chiariva alcuni dubbi interpretativi della L.R. 34/97 stabilendo tra l’altro l’obbligo per i Comuni privi di canile municipale di scegliere i canili privati con cui convenzionarsi non sulla base di basse tariffe, ma soprattutto delle garanzie di rispetto del benessere animale offerte dal gestore, privilegiando le strutture vicine al loro territorio e dove operassero per le adozioni associazioni di volontariato iscritte all'Albo regionale. Molti Comuni laziali, invece, continuano a fare orecchio da mercante, mantenendo le vecchie convenzioni o addirittura stipulandone di nuove in violazione della D.G.R. 43/2010 e inviando i randagi fuori regione presso strutture prive di volontari: che a segnare la fine del mantenimento del cane da parte dell'Amministrazione sia una morte di stenti piuttosto che un'adozione sembra non avere per i sindaci alcuna importanza.
Trenitalia e NTV scoraggiano i viaggiatori con animali
Pubblicato il: 16 dicembre 2011
Di fatto quello di Trenitalia a chi vuol salire su un treno con un cane al guinzaglio è un invito a restare a casa o ad usare l'auto. Le auto inquinano, i cani nei canili costano allo Stato, ma l'azienda che ha ancora il monopolio delle Ferrovie sembra estranea alle problematiche ambientali e ostacola chi adotta un cane. NTV di Montezemolo, che le farà presto concorrenza sull'alta velocità, non si dimostra più lungimirante, ammettendo cani di poco più grandi e sempre chiusi nel trasportino.
Fino all'11 dicembre scorso salire su un treno con un cane al guinzaglio trasformava il viaggiatore in un cliente-paria: si pagava più del doppio degli altri perché costretti a prenotare, ma esclusi dalla possibilità di farlo online (30/40 euro più 15/20 per il cane sulle tratte Bologna-Torino o Bologna-Vasto, per fare un esempio, contro i 15/20 in tutto pagati da un viaggiatore qualsiasi con accesso alla promozione); se qualcuno si lamentava per la presenza del cane, anche per semplice pregiudizio, era il cliente-paria a doversi spostare o anche a dover scendere. Poco importava aver prenotato e pagato più degli altri.
Di fatto quello di Trenitalia a chi vuol salire su un treno con un cane al guinzaglio è un invito a restare a casa o ad usare l'auto. Le auto inquinano, i cani nei canili costano allo Stato, ma l'azienda che ha ancora il monopolio delle Ferrovie sembra estranea alle problematiche ambientali e ostacola chi adotta un cane. NTV di Montezemolo, che le farà presto concorrenza sull'alta velocità, non si dimostra più lungimirante, ammettendo cani di poco più grandi e sempre chiusi nel trasportino.
Fino all'11 dicembre scorso salire su un treno con un cane al guinzaglio trasformava il viaggiatore in un cliente-paria: si pagava più del doppio degli altri perché costretti a prenotare, ma esclusi dalla possibilità di farlo online (30/40 euro più 15/20 per il cane sulle tratte Bologna-Torino o Bologna-Vasto, per fare un esempio, contro i 15/20 in tutto pagati da un viaggiatore qualsiasi con accesso alla promozione); se qualcuno si lamentava per la presenza del cane, anche per semplice pregiudizio, era il cliente-paria a doversi spostare o anche a dover scendere. Poco importava aver prenotato e pagato più degli altri.
Simonetta Panni riconfermata Presidente dell’Acl Onlus
Pubblicato il: 31 maggio 2011
L'ACL Onlus comunica che, dopo il rinnovo del Consiglio Direttivo Nazionale avvenuto con l’Assemblea dei soci del 29 aprile u.s., nella successiva riunione del nuovo Direttivo è stata riconfermata Presidente Nazionale Simonetta Panni. Già presidente della sezione di Frosinone, provincia dove l’ACL Onlus è attiva fin dalla sua nascita nel 2005, Simonetta Panni annovera una pluridecennale esperienza nel volontariato, è Guardia zoofila del Comune di Arce, associata Aida&A ed è stata a lungo attiva in Legambiente.
Il Direttivo e tutti i volontari augurano alla Presidente buon lavoro.
(Nella foto, Simonetta Panni con la cagnolina Zita, anziana trovatella di Arce)
L'ACL Onlus comunica che, dopo il rinnovo del Consiglio Direttivo Nazionale avvenuto con l’Assemblea dei soci del 29 aprile u.s., nella successiva riunione del nuovo Direttivo è stata riconfermata Presidente Nazionale Simonetta Panni. Già presidente della sezione di Frosinone, provincia dove l’ACL Onlus è attiva fin dalla sua nascita nel 2005, Simonetta Panni annovera una pluridecennale esperienza nel volontariato, è Guardia zoofila del Comune di Arce, associata Aida&A ed è stata a lungo attiva in Legambiente.
Il Direttivo e tutti i volontari augurano alla Presidente buon lavoro.
(Nella foto, Simonetta Panni con la cagnolina Zita, anziana trovatella di Arce)
Abolita nel Lazio la tassa regionale sulle adozioni
Pubblicato il: 16 novembre 2010
Con una delibera ripetutamente sollecitata dalla ns. Associazione, finalmente la Giunta Regionale del Lazio ha revocato nella seduta dell'11 novembre scorso il provvedimento del 1998 che richiedeva il versamento di una tassa specifica per ottenere l'affidamento di un cane dai canili. La delibera 503, dopo la pubblicazione sul BUR, consentirà di fatto ai cittadini di adottare gratuitamente i cani ricoverati nelle strutture pubbliche e private convenzionate del Lazio, incentivando quindi le adozioni.
Un'eccezione costituiscono le adozioni effettuate nel Comune di Roma, dove la tassa regionale incide solo minimamente su quella di 43 euro richiesta ai privati cittadini e che entra in gran parte nelle casse comunali.
A lungo l'ACL Onlus aveva sollecitato Asl e Regione del Lazio - anche nell'ambito dell'Osservatorio regionale sul randagismo di cui ha fatto parte - a rendere gratuiti gli affidi nell'interesse del benessere dei cani custoditi nei canili ma anche degli Enti pubblici che li mantengono, abolendo un balzello che ostacolava il diritto all'adozione.
Si stima che solo nel Comune di Roma vi siano attualmente oltre 1.100 cani in attesa di una famiglia nelle strutture comunali, ai quali vanno aggiunti circa 600 cani reclusi nelle strutture private convenzionate e 140 ospitati nei rifugi privati. (Nella foto, un cucciolo ricoverato in un canile della provincia di Frosinone)
Con una delibera ripetutamente sollecitata dalla ns. Associazione, finalmente la Giunta Regionale del Lazio ha revocato nella seduta dell'11 novembre scorso il provvedimento del 1998 che richiedeva il versamento di una tassa specifica per ottenere l'affidamento di un cane dai canili. La delibera 503, dopo la pubblicazione sul BUR, consentirà di fatto ai cittadini di adottare gratuitamente i cani ricoverati nelle strutture pubbliche e private convenzionate del Lazio, incentivando quindi le adozioni.
Un'eccezione costituiscono le adozioni effettuate nel Comune di Roma, dove la tassa regionale incide solo minimamente su quella di 43 euro richiesta ai privati cittadini e che entra in gran parte nelle casse comunali.
A lungo l'ACL Onlus aveva sollecitato Asl e Regione del Lazio - anche nell'ambito dell'Osservatorio regionale sul randagismo di cui ha fatto parte - a rendere gratuiti gli affidi nell'interesse del benessere dei cani custoditi nei canili ma anche degli Enti pubblici che li mantengono, abolendo un balzello che ostacolava il diritto all'adozione.
Si stima che solo nel Comune di Roma vi siano attualmente oltre 1.100 cani in attesa di una famiglia nelle strutture comunali, ai quali vanno aggiunti circa 600 cani reclusi nelle strutture private convenzionate e 140 ospitati nei rifugi privati. (Nella foto, un cucciolo ricoverato in un canile della provincia di Frosinone)
Cerchiamo adozione urgente per 17 cani di Sgurgola
Pubblicato il: 12 novembre 2010
Nel canile sotto sequestro giudiziario di Sgurgola (FR) vi erano tra gli altri 24 cani di proprietà del Comune di Frosinone che sono stati trasferiti al canile di Supino. In tutti i cani, animali abitudinari, perdere il proprio ambiente, i riferimenti, non rivedere i volti a cui sono abituati crea stress, disorientamento e timore, ma ancora maggiore è la sofferenza per i cani più anziani, abituati a vivere liberi, per quelli timidi e un po' spaventati che già più volte hanno dovuto subire trasferimenti. L'ACL Onlus, incaricata dalla Procura di Frosinone fin dal 2007 di promuovere le adozioni dei cani sequestrati a Sgurgola, è riuscita a far adottare in brevissimo tempo cinque di quelli a rischio trasferimento e altri due dopo il loro arrivo a Supino, ma ne restano diciassette che si trovano spaesati e ancora cercano casa. Chiediamo quindi a chiunque potesse offrire loro un cambiamento migliore, l'ultimo, questo volta in una famiglia che li ami per sempre, di guardare le loro foto sul ns. sito e di contattarci: aclonlus1@gmail.com. L'associazione li porta anche al nord. Nella foto Tremarella, uno dei cinque adottati.
Nel canile sotto sequestro giudiziario di Sgurgola (FR) vi erano tra gli altri 24 cani di proprietà del Comune di Frosinone che sono stati trasferiti al canile di Supino. In tutti i cani, animali abitudinari, perdere il proprio ambiente, i riferimenti, non rivedere i volti a cui sono abituati crea stress, disorientamento e timore, ma ancora maggiore è la sofferenza per i cani più anziani, abituati a vivere liberi, per quelli timidi e un po' spaventati che già più volte hanno dovuto subire trasferimenti. L'ACL Onlus, incaricata dalla Procura di Frosinone fin dal 2007 di promuovere le adozioni dei cani sequestrati a Sgurgola, è riuscita a far adottare in brevissimo tempo cinque di quelli a rischio trasferimento e altri due dopo il loro arrivo a Supino, ma ne restano diciassette che si trovano spaesati e ancora cercano casa. Chiediamo quindi a chiunque potesse offrire loro un cambiamento migliore, l'ultimo, questo volta in una famiglia che li ami per sempre, di guardare le loro foto sul ns. sito e di contattarci: aclonlus1@gmail.com. L'associazione li porta anche al nord. Nella foto Tremarella, uno dei cinque adottati.
Approvata nuova legge sul maltrattamento degli animali e contro il traffico di cuccioli dall’Est
Pubblicato il: 12 novembre 2010
Il 27 ottobre la Camera dei Deputati, recependo la Convenzione europea sulla protezione degli animali fatta a Strasburgo nel 1987, ha approvato una nuova legge che prevede sanzioni più dure per l'uccisione e il maltrattemento di animali e istituisce il nuovo reato di “traffico illecito di animali da compagnia”, ovvero cani e gatti. Sarà quindi vietata - non appena la Convenzione europea diventerà esecutiva - l’amputazione di coda e orecchie per motivi estetici, la recisione delle corde vocali, l’asportazione delle unghie o dei denti e altri interventi chirurgici privi di scopo terapeutico. Non saranno punibili invece gli interventi chirurgici eseguiti da medici veterinari a fini terapeutici, tesi al benessere del singolo animale o la sterilizzazione.
Il 27 ottobre la Camera dei Deputati, recependo la Convenzione europea sulla protezione degli animali fatta a Strasburgo nel 1987, ha approvato una nuova legge che prevede sanzioni più dure per l'uccisione e il maltrattemento di animali e istituisce il nuovo reato di “traffico illecito di animali da compagnia”, ovvero cani e gatti. Sarà quindi vietata - non appena la Convenzione europea diventerà esecutiva - l’amputazione di coda e orecchie per motivi estetici, la recisione delle corde vocali, l’asportazione delle unghie o dei denti e altri interventi chirurgici privi di scopo terapeutico. Non saranno punibili invece gli interventi chirurgici eseguiti da medici veterinari a fini terapeutici, tesi al benessere del singolo animale o la sterilizzazione.
Corteo antivivisezione: quando il popolo si arrabbia i media tacciono
Pubblicato il: 26 settembre 2010
Nonostante l'assordante silenzio dei media, si diffonde sul tam tam di Internet e Facebook il successo della manifestazione contro la vivisezione svoltasi il 25 settembre tra Piazza della Repubblica e Piazza del Popolo e contemporaneamente davanti ad alcune ambasciate italiane in Europa e in Canada. Avviata come promozione della chiusura di Green Hill a Montichiari (BS) - il maggiore allevamento europeo per animali da vivisezione sul territorio italiano - la manifestazione è diventata viva protesta contro la Direttiva sulla vivisezione approvata l'8 settembre scorso dal Parlamento Europeo, che consente esperimenti estremi a fini scientifici - talvolta persino senza anestesia - anche su cani e gatti randagi, primati e altri animali ai quali possono venire tagliate le corde vocali per non sentirne urla e lamenti.
Nonostante l'assordante silenzio dei media, si diffonde sul tam tam di Internet e Facebook il successo della manifestazione contro la vivisezione svoltasi il 25 settembre tra Piazza della Repubblica e Piazza del Popolo e contemporaneamente davanti ad alcune ambasciate italiane in Europa e in Canada. Avviata come promozione della chiusura di Green Hill a Montichiari (BS) - il maggiore allevamento europeo per animali da vivisezione sul territorio italiano - la manifestazione è diventata viva protesta contro la Direttiva sulla vivisezione approvata l'8 settembre scorso dal Parlamento Europeo, che consente esperimenti estremi a fini scientifici - talvolta persino senza anestesia - anche su cani e gatti randagi, primati e altri animali ai quali possono venire tagliate le corde vocali per non sentirne urla e lamenti.
Europa crudele: approvata la nuova direttiva sulla vivisezione.
Pubblicato il: 9 settembre 2010
Con l’approvazione della Direttiva 609/86 sulla vivisezione da parte del Parlamento Europeo l’8 settembre scorso, mentre il cattivo Iran sospendeva la lapidazione di Sakineh, rea forse d’aver ucciso il marito, la civile Europa – indossando la maglietta contro la barbarie orientale – condannava a terribili torture senza anestetico milioni di esseri senzienti indifesi: primati (anche in via d’estinzione), la cui intelligenza gli esperti dicono sia pari a quella di un bimbo di 4 anni, ma anche cani e gatti, la cui intelligenza eguaglierebbe quella di un bimbo di 2 anni. Esseri come quelli che abitano in molte delle nostre case e che la legge italiana considera animali d’affezione.
Mentre noi “animalisti” ci danniamo ogni giorno per strappare qualche decina di randagi alla sofferenza e alla morte, per toglierli dai canili lager dandogli l’affetto che cercano come ogni essere senziente e dotato d’intelligenza, parlamentari europei d’ogni colore hanno deciso sulle nostre teste che potranno essere torturati a morte, anche senza anestesia, sfiniti durante esperimenti estremi, riutilizzati più volte come oggetti, soppressi dolorosamente, in nome della scienza che giustifica tutto, del rispetto di gerarchie che in una concezione antropocentrica vedono la specie umana dominare quelle diverse.
Con l’approvazione della Direttiva 609/86 sulla vivisezione da parte del Parlamento Europeo l’8 settembre scorso, mentre il cattivo Iran sospendeva la lapidazione di Sakineh, rea forse d’aver ucciso il marito, la civile Europa – indossando la maglietta contro la barbarie orientale – condannava a terribili torture senza anestetico milioni di esseri senzienti indifesi: primati (anche in via d’estinzione), la cui intelligenza gli esperti dicono sia pari a quella di un bimbo di 4 anni, ma anche cani e gatti, la cui intelligenza eguaglierebbe quella di un bimbo di 2 anni. Esseri come quelli che abitano in molte delle nostre case e che la legge italiana considera animali d’affezione.
Mentre noi “animalisti” ci danniamo ogni giorno per strappare qualche decina di randagi alla sofferenza e alla morte, per toglierli dai canili lager dandogli l’affetto che cercano come ogni essere senziente e dotato d’intelligenza, parlamentari europei d’ogni colore hanno deciso sulle nostre teste che potranno essere torturati a morte, anche senza anestesia, sfiniti durante esperimenti estremi, riutilizzati più volte come oggetti, soppressi dolorosamente, in nome della scienza che giustifica tutto, del rispetto di gerarchie che in una concezione antropocentrica vedono la specie umana dominare quelle diverse.
Soccorrere un animale sulla strada diventa un obbligo – I numeri utili
Pubblicato il: 9 agosto 2010
Entrano in vigore il 13 agosto le nuove norme in materia di soccorso agli animali vittime di incidenti stradali, secondo quanto stabilito dalla Legge 29 luglio 2010, n.120 di riforma del Codice della strada, (G.U. n.75 del 29.o7.2010 - Suppl. Ordinario n.171). A cambiare le cose è l'art. 31 della Legge che introduce l’importante principio secondo cui anche gli animali - che per la prima volta vengono riconosciuti come esseri senzienti - hanno diritto al soccorso. Fermarsi e assicurare un pronto intervento all'animale ferito diventa un diritto-dovere. Colui che, avendo causato il ferimento, non si fermerà o non si adopererà per assicurare un tempestivo soccorso agli animali coinvolti, rischierà una sanzione amministrativa che arriva fino ai 1.559 euro. Chi si trova coinvolto nell'incidente e non chiama aiuto per gli animali feriti rischia una sanzione amministrativa che arriva fino ai 311 euro.
Entrano in vigore il 13 agosto le nuove norme in materia di soccorso agli animali vittime di incidenti stradali, secondo quanto stabilito dalla Legge 29 luglio 2010, n.120 di riforma del Codice della strada, (G.U. n.75 del 29.o7.2010 - Suppl. Ordinario n.171). A cambiare le cose è l'art. 31 della Legge che introduce l’importante principio secondo cui anche gli animali - che per la prima volta vengono riconosciuti come esseri senzienti - hanno diritto al soccorso. Fermarsi e assicurare un pronto intervento all'animale ferito diventa un diritto-dovere. Colui che, avendo causato il ferimento, non si fermerà o non si adopererà per assicurare un tempestivo soccorso agli animali coinvolti, rischierà una sanzione amministrativa che arriva fino ai 1.559 euro. Chi si trova coinvolto nell'incidente e non chiama aiuto per gli animali feriti rischia una sanzione amministrativa che arriva fino ai 311 euro.
Rigettato il riesame del dissequestro del canile di Giuliano di Roma
Pubblicato il: 24 giugno 2010
Dopo oltre un mese dalla data dell'udienza - tempi lunghissimi per un provvedimento d'urgenza - è stato rigettato il riesame del dissequestro del canile di Giuliano di Roma. La struttura, assurta alle cronache nazionali per il tasso di mortalità tra i più elevati d'Italia (v. articolo di Panorama) era stata sequestrata dal Nirda nell'autunno del 2007.
L'ACL Onlus, che per molto tempo prima del sequestro aveva continuato a prelevare i cani - molti dei quali in condizioni di salute gravi - per curarli e affidarli, era stata poi incaricata dalla Procura competente di effettuare le adozioni. Durante il periodo di Custodia giudiziaria, quindi, grazie alla dedizione di operatori e volontari il numero dei cani ospitati si era quasi dimezzato e quelli presenti apparivano molto più tranquilli e socializzati. Il miglioramento delle condizioni dei cani risultava evidente dalle foto pubblicate dall'ACL Onlus sul proprio sito.
Dopo oltre un mese dalla data dell'udienza - tempi lunghissimi per un provvedimento d'urgenza - è stato rigettato il riesame del dissequestro del canile di Giuliano di Roma. La struttura, assurta alle cronache nazionali per il tasso di mortalità tra i più elevati d'Italia (v. articolo di Panorama) era stata sequestrata dal Nirda nell'autunno del 2007.
L'ACL Onlus, che per molto tempo prima del sequestro aveva continuato a prelevare i cani - molti dei quali in condizioni di salute gravi - per curarli e affidarli, era stata poi incaricata dalla Procura competente di effettuare le adozioni. Durante il periodo di Custodia giudiziaria, quindi, grazie alla dedizione di operatori e volontari il numero dei cani ospitati si era quasi dimezzato e quelli presenti apparivano molto più tranquilli e socializzati. Il miglioramento delle condizioni dei cani risultava evidente dalle foto pubblicate dall'ACL Onlus sul proprio sito.
ACL Onlus mai coinvolta in oscuri traffici di cani all’estero
Pubblicato il: 14 giugno 2010
Ancora una volta da ambienti vicini ad allevatori e gestori di canile partono infamanti accuse nei confronti di ACL Onlus, un’associazione la cui attività in favore degli animali evidentemente disturba, poichè lede interessi economici e lobby consolidate. Secondo una notizia riportata da Il Giornale di Rieti e diffusa da alcuni siti Internet, l’europarlamentare del Pdl Sergio Berlato – noto per le sue posizioni a favore della caccia e contro animalisti e ambientalisti - avrebbe depositato un esposto presso le Procure di Bologna e Trento riguardante una “Tratta clandestina e illecita di cani randagi dall'Italia verso l'estero, gestita anche da associazioni animaliste che su questo fanno affari. Con minacce e intimidazioni, in alcuni casi fisiche, a chi tenta di smascherare un'attività che ha un giro d'affari «di circa 40 milioni all'anno».” L’avv. Bacillieri di Bologna, a quanto ci consta legale di fiducia di Federfauna che già lo scorso anno si è guadagnata una denuncia per diffamazione da parte della ns. Associazione, avrebbe inoltre affermato durante una conferenza stampa tenutasi il 10 giugno 2010 che l’ACL Onlus “ha firmato un protocollo con l'Asl di Rieti, con Tecnovett, società di gestione del canile, altri due allevamenti e un'associazione tedesca, per «promuovere le adozioni a distanza». Solo che, come accade ad altri «canili del centro e sud Italia, gli animali vengono spediti all'estero e, una volta fuori, i cuccioli spariscono o vengono indirizzati alla vivisezione o alla sperimentazione su viventi». In altri casi vanno semplicemente rivenduti, «poiché in Germania un meticcio preso da un canile ha un prezzo». Uno degli effetti è che, quando un cittadino che aveva adottato un animale va a vederlo di persona, non ne trova traccia.” L’ACL Onlus rende noto di essere completamente estranea ai fatti riportati e, soprattutto, di non essere mai stata coinvolta in situazioni di minacce o violenze nei confronti di chiunque.
Ancora una volta da ambienti vicini ad allevatori e gestori di canile partono infamanti accuse nei confronti di ACL Onlus, un’associazione la cui attività in favore degli animali evidentemente disturba, poichè lede interessi economici e lobby consolidate. Secondo una notizia riportata da Il Giornale di Rieti e diffusa da alcuni siti Internet, l’europarlamentare del Pdl Sergio Berlato – noto per le sue posizioni a favore della caccia e contro animalisti e ambientalisti - avrebbe depositato un esposto presso le Procure di Bologna e Trento riguardante una “Tratta clandestina e illecita di cani randagi dall'Italia verso l'estero, gestita anche da associazioni animaliste che su questo fanno affari. Con minacce e intimidazioni, in alcuni casi fisiche, a chi tenta di smascherare un'attività che ha un giro d'affari «di circa 40 milioni all'anno».” L’avv. Bacillieri di Bologna, a quanto ci consta legale di fiducia di Federfauna che già lo scorso anno si è guadagnata una denuncia per diffamazione da parte della ns. Associazione, avrebbe inoltre affermato durante una conferenza stampa tenutasi il 10 giugno 2010 che l’ACL Onlus “ha firmato un protocollo con l'Asl di Rieti, con Tecnovett, società di gestione del canile, altri due allevamenti e un'associazione tedesca, per «promuovere le adozioni a distanza». Solo che, come accade ad altri «canili del centro e sud Italia, gli animali vengono spediti all'estero e, una volta fuori, i cuccioli spariscono o vengono indirizzati alla vivisezione o alla sperimentazione su viventi». In altri casi vanno semplicemente rivenduti, «poiché in Germania un meticcio preso da un canile ha un prezzo». Uno degli effetti è che, quando un cittadino che aveva adottato un animale va a vederlo di persona, non ne trova traccia.” L’ACL Onlus rende noto di essere completamente estranea ai fatti riportati e, soprattutto, di non essere mai stata coinvolta in situazioni di minacce o violenze nei confronti di chiunque.
Tutela animale, nasce la “task force”
Pubblicato il: 21 maggio 2010
Nasce la task force per la tutela degli animali da compagnia, contro i canili lager e il randagismo. Con la presentazione ufficiale alla Camera dei Deputati da parte del Sottosegretario Francesca Martini, questa unità operativa si annuncia come "un tassello fondamentale per la lotta al degrado, al malaffare, alla violenza ancora purtroppo diffusa in un Paese civile come l'Italia".
Ispezioni a tappeto e supporto alle Istituzioni locali. Gli abusi saranno segnalabili alla casella elettronica tutela.animale@sanita.it in tutti i casi in cui sono lesi i diritti degli animali. Tutti i privati cittadini e le Associazioni impegnate nella tutela del benessere degli animali possono già da oggi inviare le loro segnalazioni.
Nasce la task force per la tutela degli animali da compagnia, contro i canili lager e il randagismo. Con la presentazione ufficiale alla Camera dei Deputati da parte del Sottosegretario Francesca Martini, questa unità operativa si annuncia come "un tassello fondamentale per la lotta al degrado, al malaffare, alla violenza ancora purtroppo diffusa in un Paese civile come l'Italia".
Ispezioni a tappeto e supporto alle Istituzioni locali. Gli abusi saranno segnalabili alla casella elettronica tutela.animale@sanita.it in tutti i casi in cui sono lesi i diritti degli animali. Tutti i privati cittadini e le Associazioni impegnate nella tutela del benessere degli animali possono già da oggi inviare le loro segnalazioni.
Dissequestro del canile di Giuliano di Roma: 180 adozioni fatte da ACL Onlus senza oneri per i Comuni
Pubblicato il: 23 aprile 2010
Dopo il dissequestro del canile di Giuliano di Roma, avvenuto con provvedimento del 26 marzo u.s. del Gip Annalisa Marzano, l’Associazione Canili Lazio Onlus - a suo tempo incaricata dalla Procura di Frosinone di provvedere alle adozioni dei cani sequestrati - rende noto che sono circa 180 le adozioni portate a termine in quasi due anni e mezzo. Adozioni non facili, viste le condizioni fisiche e psicologiche spesso compromesse in cui molti cani si trovavano soprattutto nei primi tempi, prima che il lavoro dei volontari ne favorisse il recupero psico-fisico documentato anche dalle foto qui pubblicate.
Dopo il dissequestro del canile di Giuliano di Roma, avvenuto con provvedimento del 26 marzo u.s. del Gip Annalisa Marzano, l’Associazione Canili Lazio Onlus - a suo tempo incaricata dalla Procura di Frosinone di provvedere alle adozioni dei cani sequestrati - rende noto che sono circa 180 le adozioni portate a termine in quasi due anni e mezzo. Adozioni non facili, viste le condizioni fisiche e psicologiche spesso compromesse in cui molti cani si trovavano soprattutto nei primi tempi, prima che il lavoro dei volontari ne favorisse il recupero psico-fisico documentato anche dalle foto qui pubblicate.
Entrata in vigore la nuova Direttiva Regionale sul randagismo: stop ai trasferimenti dei cani fuori regione. Canili più aperti alle associazioni.
Pubblicato il: 21 aprile 2010
Pubblicata sul BUR del Lazio del 13 marzo scorso la nuova Direttiva Regionale n. 43 del 29/1/10 che introduce importanti novità stabilendo linee di comportamento comuni per tutti gli Enti coinvolti nella gestione del randagismo.
La Direttiva - alla cui elaborazione l’Associazione Canili Lazio Onlus ha partecipato nell’ambito dell’Osservatorio regionale sul randagismo di cui fa parte – chiarisce alcuni dubbi interpretativi della L.R. 34/97 e stabilisce tra l’altro l’obbligo per i Comuni che stipulino convenzioni con canili privati di scegliere questi ultimi non solo sulla base di un basso costo di gestione, ma soprattutto delle garanzie di rispetto del benessere animale che siano in grado di offrire, per la vicinanza al territorio di accalappiamento e per la presenza di associazioni animaliste che operino a favore delle adozioni.
Non solo, la Direttiva impone alle strutture pubbliche e private convenzionate in tutto il Lazio l’obbligo di apertura al pubblico, con orario adeguatamente pubblicizzato, per almeno tre giorni settimanali (di cui uno festivo o prefestivo). Alle associazioni di protezione animale dovrà essere garantito un’orario di apertura ancora più ampio: almeno sei giorni per quattro ore al giorno, in quanto dovranno partecipare in collaborazione con i Comuni all’adozione dei cani e ad altre attività per il miglioramento del benessere animale.
Pubblicata sul BUR del Lazio del 13 marzo scorso la nuova Direttiva Regionale n. 43 del 29/1/10 che introduce importanti novità stabilendo linee di comportamento comuni per tutti gli Enti coinvolti nella gestione del randagismo.
La Direttiva - alla cui elaborazione l’Associazione Canili Lazio Onlus ha partecipato nell’ambito dell’Osservatorio regionale sul randagismo di cui fa parte – chiarisce alcuni dubbi interpretativi della L.R. 34/97 e stabilisce tra l’altro l’obbligo per i Comuni che stipulino convenzioni con canili privati di scegliere questi ultimi non solo sulla base di un basso costo di gestione, ma soprattutto delle garanzie di rispetto del benessere animale che siano in grado di offrire, per la vicinanza al territorio di accalappiamento e per la presenza di associazioni animaliste che operino a favore delle adozioni.
Non solo, la Direttiva impone alle strutture pubbliche e private convenzionate in tutto il Lazio l’obbligo di apertura al pubblico, con orario adeguatamente pubblicizzato, per almeno tre giorni settimanali (di cui uno festivo o prefestivo). Alle associazioni di protezione animale dovrà essere garantito un’orario di apertura ancora più ampio: almeno sei giorni per quattro ore al giorno, in quanto dovranno partecipare in collaborazione con i Comuni all’adozione dei cani e ad altre attività per il miglioramento del benessere animale.
Dissequestrate le strutture di Giuliano di Roma e Sgurgola (FR) – l’ACL Onlus chiede la verifica dell’attuabilità del provvedimento
Pubblicato il: 24 gennaio 2010
Con provvedimento del 22 gennaio 2010, il Tribunale di Frosinone nella persona del Giudice dr.ssa Annalisa Marzano ha disposto il dissequestro differito a trenta giorni di distanza l'uno dall'altro dei canili di Giuliano di Roma e Sgurgola - sequestrati nel novembre 2007 - per consentire al proprietario lavori di adeguamento dei box atti a rendere entrambe le strutture a norma.
"Questo provvedimento non ha precedenti in Italia, potrebbe verificarsi di fatto inattuabile". A parlare è Maria Cristina Salvucci, presidente di ACL Onlus, associazione delegata dalla Procura di Frosinone sin dall'inizio agli affidi dei cani sequestrati.
Con provvedimento del 22 gennaio 2010, il Tribunale di Frosinone nella persona del Giudice dr.ssa Annalisa Marzano ha disposto il dissequestro differito a trenta giorni di distanza l'uno dall'altro dei canili di Giuliano di Roma e Sgurgola - sequestrati nel novembre 2007 - per consentire al proprietario lavori di adeguamento dei box atti a rendere entrambe le strutture a norma.
"Questo provvedimento non ha precedenti in Italia, potrebbe verificarsi di fatto inattuabile". A parlare è Maria Cristina Salvucci, presidente di ACL Onlus, associazione delegata dalla Procura di Frosinone sin dall'inizio agli affidi dei cani sequestrati.
Collelongo (AQ): politica e canili
Pubblicato il: 17 dicembre 2009

Del canile di Collelongo in Abruzzo (foto a lato), sito ad un'altitudine di 915 mt, dove la temperatura d'inverno raggiunge anche i 20 gradi sotto zero, la nostra Associazione si era già occupata nel gennaio 2009 segnalando alle competenti Autorità l'anomalo trasferimento dei cani del Comune di Ferentino, ricoverati in una struttura del Lazio, al Centro Cinofilo del Fucino di Collelongo (AQ) e la stipula di una convenzione per l'introduzione nello stesso canile dei randagi del territorio comunale a tariffe che non garantivano il benessere animale. Due mesi dopo, l'Associazione dava notizia del proprio sopralluogo a Collelongo, dove trovava una struttura estremamente sovraffollata, con box chiusi e privi della possibilità di vedere la luce del sole e altri all'aperto, protetti da una semplice tettoia di meno di mt 1.50 ed esposti a temperature rigidissime. La prefettura di L'Aquila, con nota del 4 marzo 2009, chiedeva alla Asl di Avezzano Sulmona di acquisire gli atti contenenti i dati sensibili richiesti dall'Associazione Canili Lazio Onlus relativi alle strutture di Collelongo e Trasacco, dello stesso gestore, e di pubblicizzare l'orario di apertura al pubblico del canile di Collelongo per favorire l'accesso dei volontari.
La calunnia è un venticello: storie di microchip fantasma e loschi traffici presunti
Pubblicato il: 27 novembre 2009
L'Associazione Canili Lazio Onlus sta per depositare querela contro chi ha dato il via sul web a una serie di episodi diffamatori che ne danneggiano l'immagine e culminano talvolta in gravi ingiurie.
Come scriveva Rossini "La calunnia è un venticello..." che lentamente scorre stordendo e gonfiando i cervelli così che da sussurro malevolo diventa schiamazzo.
Proprio questo sta succedendo dopo che una signora, calatasi nelle vesti di strampalato Sherlock Holmes, ha preso spunto dalla particolarissima vicenda di un cane di nome Poeta, adottato tramite la ns. associazione, per ricamarci sopra sul web interpretando liberamente alcuni aspetti burocratici che non capiva (e che pure le erano stati spiegati) fino a trasformare il cane - mai espatriato - nell'ipotetica vittima di fantomatici traffici di cani all'estero con microchip non registrati e su cui le associazioni animaliste lucrerebbero. Non solo, ma ripreso il delirante articolo della signora da un sito di cacciatori (che notoriamente non sono amici di chi tutela gli animali), il venticello è montato e la ns. associazione avrebbe guadagnato fior di quattrini cedendo il cane pi๠volte, oltre che sui loschi traffici all'estero mai avvenuti...
Aiutarci con il 5 x mille non ti costa nulla!
Pubblicato il: 27 marzo 2008
E' tempo di dichiarazione dei redditi: in quest'occasione puoi aiutarci donandoci senza alcun costo effettivo per te il 5 x mille che verseresti comunque allo Stato. Scegli di devolverlo all'Associazione Canili Lazio Onlus per renderci più forti e provvedere ai cani tolti da un destino di sofferenza. Noi vogliamo cambiare radicalmente la realtà dei canili e del randagismo e tu puoi aiutarci in modo molto semplice:
nel modulo della dichiarazione dei redditi 730, CUD e Modello Unico per le persone fisiche, cerca la scheda "Scelta per la destinazione del cinque per mille".
nel riquadro "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, ecc.."; apponi la TUA FIRMA e il codice fiscale dell'Associazione Canili Lazio Onlus: 97366000582.
E' tempo di dichiarazione dei redditi: in quest'occasione puoi aiutarci donandoci senza alcun costo effettivo per te il 5 x mille che verseresti comunque allo Stato. Scegli di devolverlo all'Associazione Canili Lazio Onlus per renderci più forti e provvedere ai cani tolti da un destino di sofferenza. Noi vogliamo cambiare radicalmente la realtà dei canili e del randagismo e tu puoi aiutarci in modo molto semplice:
nel modulo della dichiarazione dei redditi 730, CUD e Modello Unico per le persone fisiche, cerca la scheda "Scelta per la destinazione del cinque per mille".
nel riquadro "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, ecc.."; apponi la TUA FIRMA e il codice fiscale dell'Associazione Canili Lazio Onlus: 97366000582.









