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Una sconfitta per i diritti degli animali: il TAR del Lazio sospende l’Ordinanza Martini

martini_mini.jpgIl Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dall’ufficio legale di FederFauna, contro il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e ha di fatto annullato, previa sospensione d’efficacia, l’Ordinanza contingibile e urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione dello scorso 16 luglio firmata dal Sottosegretario alla Salute Martini. “Il provvedimento della Martini” €“ si legge nella sospensiva del Tar del Lazio €“ “non sembra possedere i caratteri che giustificano il ricorso al potere di ordinanza contingibile ed urgente€.
L’8 ottobre scorso era giunta sia alla ns. Associazione che alla sede territoriale del Veneto una richiesta dell’avv. Bacillieri di Bologna, a noi sconosciuto, ad aderire al ricorso previo versamento di 500 euro pi๠ritenuta d’acconto. Stupiti per tali modalità  di approccio da parte di uno studio legale e ancor pi๠che a un’associazione di protezione animale come la nostra venisse proposto di bloccare un’Ordinanza che aveva introdotto per la prima volta il rispetto di criteri di benessere animale negli appalti per la gestione di canili, avevamo chiesto le ragioni. La stupefacente risposta era stata che lo studio legale Bacillieri, “specializzato in diritti degli animali” aveva ricevuto sollecitazioni in questo senso da molti gestori di canile e non meglio identificate associazioni. Oggi apprendiamo che l’avv. Bacillieri è il legale di FederFauna, portatrice degli interessi di allevatori e commercianti e ostile alle associazioni di protezione animale. Non stupisce che sia stata la FederFauna a proporre il ricorso a favore degli interessi di chi gestisce i canili per motivi di profitto ed aveva tutto da perdere a dover aprire alla tutela degli animali. Ma non capiamo come il TAR non ritenga urgente, dopo anni di canili-lager e malasanità  – una vergogna internazionale -, favorire l’accesso delle associazioni di protezione animale - e quindi l’aumento delle adozioni – in strutture che spesso sono bunker dove il pubblico non riesce ad entrare nemmeno in orario di apertura al pubblico per adottare un cane; o introdurre criteri di benessere animale nelle gare d’appalto in modo da sottrarre la gestione dei canili a speculatori che perseguono solo il profitto sulla pelle dei cani; o ancora porre un limite alla capienza dei canili rendendoli di pi๠snella gestione e migliorando il rapporto animale-operatore, quindi il contatto umano per animali che spesso crescono non socializzati e diventano pressochà© inadottabili; privilegiare strutture vicine al luogo di accalappiamento dei cani, nella stipula di convenzioni tra Comuni e gestori di canile, in modo da favorire il recupero di eventuali cani smarriti da parte dei proprietari e non sottoporre a sfibranti viaggi i randagi accalappiati.
FederFauna, evidentemente pi๠preoccupata degli interessi economici e di osteggiare gli animalisti che dei diritti degli animali al benessere e all’adozione, oggi esulta. E con FederFauna i gestori dei canili-lager.

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