Rinviati a giudizio per maltrattamento e uccisione di animali il gestore del canile di Rieti e l’allora direttore sanitario della struttura
I fatti risalgono al 2005 quando alcuni dei soci dell’Associazione Canili Lazio Onlus segnalarono alle competenti autorità l’esistenza di carcasse di cani in decomposizione che affioravano nel terreno retrostante il canile Colle Arpea di Rieti, gestito dalla Tecnovet srl. Alcuni testimoni parlarono di un vero e proprio eccidio di decine di cani in occasione del trasferimento dalla vecchia alla nuova struttura, dimostratasi non abbastanza capiente da contenere tutti gli animali presenti nel canile. Seguirono complesse indagini e l’intervento della LAV, certamente pi๠rappresentativa ed organizzata rispetto alla nostra Associazione che in quel momento era stata appena costituita.
Inspiegabilmente il Pubblico Ministero chiedeva l’archiviazione per i reati di maltrattamento e uccisione di animali. E altrettanto inspiegabilmente tale richiesta non veniva notificata alla nostra Associazione, malgrado la rituale costituzione nel procedimento attraverso un proprio difensore di fiducia, avv. Letizia Carosella. Solo la tenacia e la preparazione del legale della LAV Luigi Viglione hanno consentito di ottenere l’importante risultato di questi giorni, riportato anche dalla stampa locale (leggi articolo del Messaggero 14.07.2007): il Gip ha accolto l’opposizione della LAV ed ha chiesto al PM di formulare i capi di imputazione contro i presunti responsabili.
L’Associazione Canili Lazio, coordinandosi con la Lav, non aveva rappresentato il difetto procedurale dovuto alla mancata notifica della richiesta di archiviazione, riservandosi così la possibilità di ricorrere in Cassazione qualora la richiesta di archiviazione fosse stata accolta dal GIP, il che non è avvenuto: il processo avrà luogo.
Pubblicato il 19 luglio 2007 in Archivio.










