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Minacce alla Martini da chi regge il business dei canili in Sicilia

Se ti fai gli affari tuoi, campi 100 anni“, minacce arrivate al Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini dopo l’incontro in Sicilia con le autorità  e le associazioni del volontariato locale per risolvere il grave problema del randagismo. Lo riporta la stampa (v. articolo de La Padania) con i commenti della stessa Martini, intenzionata a portare avanti le iniziative intraprese per riportare nella legalità  una questione che si trascina da decenni nel disinteresse delle istituzioni. Il volontariato si stringe intorno al Sottosegretario: “Siamo fedeli alle sue battaglie, che sono quelle di civiltà , democrazia, lotta alla criminalità ” scrive l’Associazione Canili Lazio Onlus “Potrà  sempre contare su di noi, in prima fila senza paura contro tutte le mafie che quotidianamente combattiamo quando sfidiamo la gestione dei canili lager, quando contestiamo gli appalti al ribasso dei Comuni amici degli amici dei gestori. Per la prima volta nella storia della politica un membro del Governo si alza in piedi e si mette in gioco per difendere i deboli senza voce, per fermare il business del randagismo.
I cuccioli che vedete in una foto scattata a Villa Borghese in braccio al Sottosegretario alla Salute dalla rivista Quattrozampe per il numero di maggio avevano in realtà  un ben diverso destino: quello di finire nella gabbia di un canile abruzzese poche settimane prima del sisma.

Sono stati infatti accalappiati in provincia di Frosinone il 20 marzo e fortunatamente intercettati dall’Associazione Canili Lazio Onlus che ne ha impedito la deportazione collocandoli presso una volontaria. Ciò che lega l’On. Martini a quest’associazione – come a tutte quelle che operano impegnandosi seriamente sul territorio nazionale contro il randagismo – non è solo amore per gli animali, ma ferma determinazione a risolvere il problema del randagismo garantendo il rispetto della legalità  nelle tante zone italiane (purtroppo pi๠di quante si possa credere) dove il cane è considerato solo uno strumento di arricchimento da chi regge il business dei canili.
Finalmente esiste un soggetto politico che ha dato prova di comprendere il problema della gestione del randagismo – un problema di malasanità  e di cattiva gestione delle risorse pubbliche – e che sta cercando di elaborare e approntare soluzioni efficaci con l’ausilio di persone competenti, scontrandosi purtroppo con interessi radicati nel tempo grazie al disinteresse sull’argomento da parte di chi avrebbe dovuto intervenire.
Grazie al volontariato, che opera in sinergia con il Sottosegretario alla Salute, i cuccioli delle foto ora sono sani, socializzati e hanno un futuro: tre di loro hanno già  trovato una famiglia.”

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