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Randagismo

Interessi randagismo, mappa della LAV a Roma

Presentata dalla LAV nel corso della Giornata di studio e iniziativa sulla tutela degli animali domestici, promossa dall’Assessorato Agricoltura e Ambiente della Provincia.
di Gianluca Felicetti
19 dicembre 2005 -A poco pi๠di un anno dalla presentazione della Prima Mappa del randagismo e dei canili nella provincia di Roma, rinnoviamo questo appuntamento mettendo in evidenza i costi e gli interessi economici legati al mantenimento del randagismo.
E’ questo il dato pi๠evidente della nostra Seconda Mappa: grazie anche alla mancanza, almeno fino ad oggi, di una concreta e positiva politica regionale, nella stragrande maggioranza dei Comuni della provincia di Roma vi è una sostanziale non-gestione della tutela degli animali domestici e del randagismo e, quindi, un non-adempimento delle responsabilità  dovute in base alle leggi 281 del 1991 e 34 del 1997.
Generalmente ci si è limitati, infatti, a non voler o non saper gestire un’emergenza dovuta alla presenza sul territorio di un numero di cani vaganti compreso, secondo le stime delle Aziende Usl, diffuse anche dal Ministero della Salute, fra 59.266 e 100.000 unità , ad avere convenzioni con canili privati per i quali i 120 Comuni €“ esclusa Roma – spendono quasi ben 3.000.000 di euro l’anno, nonostante le aste al ribasso senza tener conto del fattore “qualità ”, strutture usate come cronicari nei quali normalmente non si fa prevenzione, sterilizzazioni e dove non si incentivano le adozioni.
Accanto a questa cifra, grande e con mediocri risultati, vi è anche quella dei contributi regionali per costruzione di canili pubblici che fra il 2002 ed il 2004, sono ammontati ad oltre 945mila euro, spezzettati per sei Comuni hanno prodotto €“ come quelli precedentemente assegnati €“ zero strutture, non in funzione ma nemmeno avviate nella costruzione.
Questa situazione incrementa un vero e proprio “business randagismo”, quello che usa il canile come fine e non come mezzo: anche se si riuscisse ad avere posti-canili per tutti i cani randagi (stima minima, 59.266) il solo costo di mantenimento (2,50 euro al giorno per cane, cifra che non consente un buon mantenimento) per i Comuni ammonterebbe in totale ad oltre 54 milioni di euro l’anno!
La realtà  è che mancano canili pubblici in “zone strategiche” e centri stabilmente attivi di sterilizzazione mentre vi sono canili privati privati-convenzionati sotto inchiesta da parte della Magistratura, come a Civitella San Paolo, responsabili rinviati a giudizio, come per il “Tre Querce” di Montelibretti, un canile uscito da un’inchiesta a seguito di patteggiamento (Casa Luca di Roma) per truffa e malversazione che riesce ancora a condurre decine di convenzioni con Comuni, le indagini della Polizia Provinciale su canili-truffa come quello cosiddetto de “Il Poverello” a Vitinia. Ed un canile-fantasma pubblico a Riofreddo costruito dalla Comunità  Montana dell’Aniene anche con contributo della Giunta Provinciale di circa 25.000 euro concesso il 30.12.1997 (per il quale la stessa Comunità  Montana nel gennaio 2001 chiedeva altri 25.000 euro poichà© non utilizzati dal Comune di Arcinazzo per analogo progetto, al fine di raddoppiare gli otto box realizzati) canile mai entrato in funzione e che, nonostante ciò, non ha fornito un esempio dato che ben tre Comuni della zona hanno chiesto recentemente contributi-fotocopia per altrettante strutture nella stessa zona ignorando che la legge prevede “l’obbligo di consorzio per i Comuni sotto i 20mila abitanti” e presentando progetti nei quali sono stati previsti box per cani secondo l’Accordo Stato-Regioni del febbraio 2003, mai recepito dal Lazio, che detta misure minime per le sole attività  commerciali.
Vi è poi una intera zona, il litorale sud romano, scoperto a nostra conoscenza da alcuna iniziativa di qualunque genere da parte dei Comuni di Ardea, Anzio e Nettuno.
Inoltre il volontariato, anche quello qualificato, nella maggior parte dei casi non viene coinvolto, l’anagrafe canina via telematica chiude alle ore 18 per inspiegabili motivi (come se non sia necessario inserire o controllare dati dopo quell’ora), i pronto-soccorso obbligatori presso i canili non esistono e, a differenza di tante altre Regioni, il servizio 118 non solo non fa intervenire ma non fornisce nemmeno la reperibilità  veterinaria pubblica notturna e festiva.
Amara è anche la constatazione della sostanziale non applicazione della legge regionale 33 del 2003 sui cani potenzialmente pericolosi, di un Piano Sanitario Regionale €“ ora scaduto €“ fallito nell’incentivazione delle sterilizzazioni, di ritardi e confusioni sull’uso del microchip come sistema di riconoscimento e del passaporto europeo per cani e gatti.
Ma fra tante ombre, ed in alcuni casi una vera e propria “notte fonda”, vi sono delle luci.
Santa Marinella ha in fase d’ultimazione il proprio canile pubblico, oltremodo urgente dopo il sequestro della struttura privata adiacente a seguito di un’inchiesta dei Carabinieri Nas, alcuni Comuni hanno iniziato a dotarsi di Uffici Diritti Animali come Ladispoli e Albano (è incredibile che in gran parte delle Amministrazioni locali siano Uffici Tecnici o Servizi Casa-Edilizia Privata ad occuparsi ancora di animali), di Regolamenti Comunali a tutela degli animali come per prime Albano ed Anguillara oltre a Roma.
Inoltre il mondo della veterinaria, sia nella parte pubblica che privata, sta vivendo un cambiamento positivo: basti vedere le iniziative da noi realizzate con l’Ordine professionale e con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale o l’iniziativa di sterilizzazione straordinaria dei cani nell’Asl Roma G o delle colonie feline nei territori Asl Roma D e F, novecento interventi in un mese coordinati la scorsa estate dalla Fondazione Mondo Animale.
Per cambiare concretamente le cose la Provincia di Roma ritiene necessaria una legge regionale che sostituisca l’attuale 34 del 1997 affinchè, fra l’altro, in un quadro di precise responsabilità , vengano affidati alle Amministrazioni Provinciali dei compiti-cardine di programmazione e collegamento soprattutto per i Comuni pi๠piccoli che strutturalmente mai hanno potuto e mai potranno da soli compiere iniziative sul territorio, e si attivino concretamente gli strumenti che ripongano la tutela degli animali al centro dell’attività  amministrativa e professionale.

Stima cani in provincia di Roma: oltre 416.000 nelle case, da 59.000 a 100.000 circa vaganti ed in canili

Stima gatti in provincia di Roma: 120.000 nelle case, 180.000 circa in colonie feline

Canili pubblici esistenti in provincia di Roma: 4
-Muratella-Roma
-Ex Cinodromo-Roma
-Civitavecchia
-Castel Madama-IX Comunità  Montana Monti Tiburtini e Prenestini (100 posti, aperto in ottobre 2004 con contributo Provincia 130.000 euro, gestito da Enpa) con cani di Castelmadama, Tivoli, Palombara Sabina, S.Polo, S.Angelo, Ciciliano e Capranica Prenestina.

Canili pubblici in apertura: 2
-Santa Marinella, contributo 2002 Provincia 64.300
-Tivoli, dieci posti con ambulatorio Servizio Veterinario Usl Roma G

Canili comunali o intercomunali finanziati:
Bellegra, contributo 2003 Regione 139.131 euro. Chiesto nel 2005 finanziamento secondo lotto, non iniziati i lavori per il primo. Spesa prevista 316.784 euro.
Bracciano, contributo 2002 Provincia 61.600 euro
Fiumicino,contributo 2001 Regione 99.350 euro e contributo 2002 Regione 140.393 euro
Castelli Romani (Loc. Farnete-Lanuvio) con partecipazione dei Comuni di Lanuvio, Albano, Velletri, Ariccia, Genzano e Castelgandolfo: Lanuvio, contributo 2002 Regione 121.202 euro; Albano, contributo 2004 Regione 50.000 euro. Velletri ha avanzato richiesta a Regione per 50.000 euro nel sett.2005
Montelanico, contributo 2004 Regione 150.000 euro
Montelibretti, contributo 2003 Regione 300.000 euro
Monterotondo, contributo 2002 Regione 185.807 euro

Canili pubblici ideati o progettati: 8
Bellegra (Loc.La Valle), Lariano, Marano Equo (Loc. Del Bagno) costo totale preventivato 247.004 euro, Rocca Priora, Subiaco, Valmontone, Comunità  Montana Castelli Romani e Prenestini, Comunità  Montana dell’Aniene (Loc.La Mola Casaletti-Riofreddo) costo totale preventivato 306.929 euro (altro progetto presentato a Provincia nel febbraio 2003, per primo lotto spesa preventivata 73.180 euro).

Canili privati in provincia di Roma convenzionati con Comuni:
Casa Luca di Roma con 34 Comuni di cui 24 della provincia di Roma; Hotel cani e gatti di Roma con 1; Villa Andreina di Acilia-Roma con 1; Rifugio Code Felici di Roma 1, Rifugio Panda di Trigoria-Roma 1; Centro Cinofilo Caerite-Landi di Bracciano con 10; La Fattoria di Tobia di Palestrina con 14; Le Tre Querce di Pomezia con 10; Oasi Donelli di Fonte Nuova con 1; Osage di Artena con 6; Qua la Zampa di S.Gregorio da Sassola con 3; Centro Cinofilo Dell’Armi di Ardea con 1; Rifugio Lega del Cane di Bracciano con 1 (Anguillara) a titolo gratuito; Veterinaria 2000 Frattocchie con 15 per il solo servizio sanitario; Dog Village Loc.Scorano-Capena con 1 (Mentana).

Canili privati non in provincia di Roma convenzioni con Comuni della provincia di Roma: 4
Amici del Cane di Borgo Bainsizza-Latina, la Mimosa di Fondi-Latina, Tecnovet di Rieti, Az.Agricola della Geminiola (Correggio-Reggio Emilia).

Stima, per difetto, dei canili privati non convenzionati: 17
(Roma 4, Ariccia, Bracciano Campagnano, Colle Romito-Ardea, Fiumicino, Guidonia, Lanuvio, Montelibretti, Monterotondo, Rocca di Papa, Santa Marinella, Tolfa, Velletri).

Numero dei cani nei canili in convenzione:
solo 55 Comuni su 74 dichiarano Convenzioni con canili pubblici o privati, 19 formalmente quindi omettono il dato o non adempiono al minimo obbligo di legge nazionale 281/91 e regionale 34/97.
Dei 54 Comuni poi, uno, Rignano Flaminio, non dichiara cani in canili.
Nei rimanenti 53 sono dichiarati 2181 cani a pagamento (da 1 di Castel San Pietro Romano e Mandela, ai 2 di Cervara, ai 3 di Montorio e Roviano, ai 4 di Agosta, ai 6 di Monteporzio Catone, ai 9 di Formello, Sant’Angelo e Montelibretti, 10 Sacrofano, 15 Labico, 16 Morlupo, 33 Genzano, 40 Lanuvio e Zagarolo, 54 Bracciano e Marino, 60 Palestrina, 69 Ciampino e Velletri, 70 Albano, 85 Guidonia, 105 Monterotondo, 110 Frascati, 120 Cave, 140 Pomezia, 210 Tivoli, 257 Santa Marinella) pi๠2500 del Comune di Roma.

I costi dei Comuni:
si và  dall’1,76 compresa Iva di Casa Luca a Roma ai 2,17 euro compresa Iva de La Fattoria di Tobia e di Osage, ai 2,47 del Centro Caerite, i 2,50 di “Qua la Zampa”, ai 3,14 Dell’Armi, ai 3,40 di Villa Andreina e Hotel Cani e Gatti (i 4,95 di “Veterinaria 2000″ sono solo per la permanenza sanitaria).
Una particolarità  è rappresentata da “Le Tre Querce” di Pomezia con variazioni che non dipendono dall’Iva o meno conteggiata: 1,80 per Velletri a cane, 1,81 per Albano, 1,87 per Mandela, 2 per Sant’Angelo, 2,04 per Pomezia, 2,20 per Montelibretti, 2,33 per Riano, 2,58 per Nettuno, Anzio e Albano, 3,09 per Montorio. Altra particolarità  è rappresentata dal Centro Cinofilo Caerite-Landi di Bracciano che applica queste tariffe: 1.72 per i cani di Bracciano, 2,07 a Tivoli, 2,12 per quelli di Anguillara, 2,47 Sacrofano, 2,50 a Formello, Manziana e Rignano.

Alcuni Comuni hanno convenzioni con pi๠di un canile, a prezzi diversi: Albano (Casa Luca e Tre Querce), Frascati (Tobia e Vet. 2000), Guidonia (Casa Luca e Tecnovet), Palestrina (Tobia e Osage), Tivoli (Qua la zampa, Caerite-Landi, Casa Luca) che ha 105 cani a 2,60 euro-15 a 2,07-90 a 1,86, Velletri (Tre Querce e Borgo Bainsizza).

Alcuni Comuni pur avendo canili privati sul proprio territorio non hanno convenzioni con essi: ad esempio Montelibretti e Monterotondo.

Moltiplicando per i cani in custodia 365 giorni l’anno, si ottengono cifre che vanno €“ euro pi๠euro meno – dai 661 euro annui di Castel San Pietro ai 3.383 di Montorio ai 13.000 di Allumiere, dai 34mila euro annui di Bracciano ai 70mila di Monterotondo ed i 73mila di Guidonia, 75mila euro Albano, 82mila Marino, 95mila Anzio, ai 104mila di Pomezia per arrivare ai 132.000 di Frascati, ai 188mila di Santa Marinella. Se si moltiplicano i 2181 cani della provincia ad una media di 2,50 euro al giorno per 365 giorni l’anno si ottiene una spesa annua di 1.990.162 euro, una stima per difetto dato che mancano all’appello 47 Comuni, circa il 35%. A questo dato và  sommata Roma città  con 3.500.000 euro. E si deve sommare a ciò un dato non conosciuto, quello dei contributi al sostentamento delle colonie feline laddove deliberati.

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